La storia antica

Parabita ha origini molto antiche. Gli scavi archeologici dell’ultimo secolo hanno portato alla luce importanti reperti. Tra questi, le Veneri, due statuette del paleolitico in osso databili tra i 14.000 e i 16.000 anni A.C. ritrovate nel 1965 e conservate nel Museo Archeologico di Taranto. Accompagnati da qualche parabitano esperto, è possibile visitare la zona e scoprire anche i possenti resti delle cave di pietra che sono stati scavati nei secoli.

Fondata dai Messapi con il nome di Baubota, fu colonizzata dai greci e divenne poi importante centro commerciale e culturale durante l’impero romano. Quando, alla fine del 900 d.C. venne rasa al suolo dai turchi, i sopravvissuti si rifugiarono nella vicina serra fondando l’odierna Parabita. Essa è situata alle falde dell’ultima propaggine delle Murge salentine, con esposizione verso il mar Ionio da cui dista 12 Km.

Conobbe un periodo florido nel 1500, durante il quale molte famiglie aristocratiche arricchirono il centro storico con i loro palazzi. Il secondo periodo florido risale al 1700-1800, in cui la presenza di numerose famiglie benestanti diede nuovo impulso economico e culturale al paese. Si formarono dinamiche correnti di pensiero laico e religioso, e Parabita divenne patria di celebri intellettuali che contribuirono alla storia del Mezzogiorno.

Note sono anche le vicende di Rosario Parata, detto Lo Sturno, “brigante” della metà dell’800 che guidò per oltre due anni, all’insegna dei Borbone, una banda di oltre 50 adepti scorrazzando per tutto il basso Salento. Alla fine dell’Ottocento, il movimento popolare e contadino segnò l’inizio di una nuova epoca storica.

Negli anni 20 del ‘900, Parabita fu teatro di eventi sanguinosi, espressione di aspre lotte sociali fra proprietari terrieri e contadini. In diversi paesi del Salento ci furono scioperi, occupazioni di terre e agitazioni per sedare le quali le forze dell’ordine ricorsero spesso alle armi. L’episodio più eclatante, noto come “l’eccidio di Parabita“, si verificò il 21 giugno 1920 dove diversi manifestanti rimasero uccisi in seguito agli scontri. Una targa commemorativa, affissa nella piazza principale di Parabita, ricorda le vittime di questo drammatico episodio.

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