Parabita

Le caratteristiche. Il Castello.

Nel contesto delle cittadine più vicine, che costituiscono i 14 Comuni delle Serre Salentine (Alezio, Alliste, Casarano, Collepasso, Galatone, Gallipoli, Matino, Melissano, Neviano, Parabita, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie) Parabita si distingue per la sua vocazione artigianale: muratori, fabbri, carpentieri, …i “Maestri” di Parabita sono noti e apprezzati in tutto il Salento. Ma è riconosciuta anche l’arte della pasta fresca e della pasticceria tipica (chi non apprezza i pasticciottini dell’Arte Bianca vicino al Santuario della Madonna della cultura?)



Dal Castello al Palazzo

“Un bel castillo al cabo alto de la tierra, fuerte y de buena habitacion”. Così lo descrive nell’ “Apprezzo della Terra di Parabita”, D.A. Sabatino, archivista reale, nel 1678. Realizzato nel tardo medioevo, il castello è stato oggetto nel tempo di ristrutturazioni e restauri che poco han lasciato delle originali caratteristiche angioine. Nei primi anni del 1500 il feudatario di Parabita Francesco del Balzo, conte di Ugento, vi ospitò le truppe francesi di Francesco I, che combattevano gli spagnoli dell’Imperatore Carlo V insediati a Gallipoli. Nel 1528 in una storica battaglia, i gallipolini guidati da Pirro Castriota, sconfissero i francesi usciti dal castello di Parabita. In virtù di tale vittoria Pirro Castriota si trovò titolare del feudo parabitano. È quasi certo che l’architetto copertinese Evangelista Menga, su incarico dallo stesso Pirro, nel periodo 1540 – 1545, cominciò a modificarlo, riproponendolo con caratteristiche più da residenza che da baluardo fortificato, contribuendo comunque al suo rafforzamento sostituendo i vecchi torrioni circolari con i nuovi bastioni, cosiddetti “alla moderna”, a pianta lanceolata.

L’attuale soluzione è dovuta agli architetti Avena di Napoli e Napoleone Pagliarulo di Parabita che nel 1911, su incarico dell’allora proprietario Raffaele Elia, hanno definitivamente modificato il maestoso maniero rendendolo più gradevole dal punto di vista estetico e decorandolo di interessanti affreschi in stile neo gotico. È stata dedicata molta attenzione agli ambienti abitativi e di rappresentanza, che si sviluppano in altezza in modo maggiore rispetto ai secoli precedenti, quando l’aspetto più tozzo e le mura più alte meglio si confacevano alla sicurezza dei residenti. Lo stesso inserimento di nuove merlature ha segnato il tramonto definitivo del vecchio maniero angioino.

 

(Da www.comune.parabita.le.it)

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